E-commerce

Il Commercio elettronico

Il Commercio Elettronico è quella forma di commercio, denominata anche e-commerce, che si avvale di un sito web per realizzare una transazione economica (acquisto-vendita).

Lo Studio D'Angelo

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Seguiamo direttamente o per il tramite di nostri collaboratori tutti gli aspetti fiscali e legali  legati alla realizzazione e gestione di siti di vendite online.

Di seguito troverete alcune utili informazioni relative al mondo delle vendite online in Italia e nel Mondo.

Il commercio elettronico nel mondo

Se diamo uno sguardo al panorama globale, alcuni dati sviluppati da Comscore, società attiva nella misurazione del mondo digitale, denotano un aumento considerevole dell'Europa nel commercio elettronico.

Fonte: comScore Media Metrix

 

 

 

% delle ricerche su Internet

Media minuti

 

Gen-2010

Gen-2011

Variazione

per visitatore

Europa

66.0%

74.5%

8.5

52.4

Regno Unito

83.2%

89.4%

6.3

84.l

Francia

76.4%

87.0%

10.5

83.2

 Germania

73.1%

82.1%

9.0

63.8

 Irlanda

64.9%

80.7%

15.8

35.7

 Paesi Bassi

75.3%

80.2%

4.9

50.2

 Spagna

68.4%

76.7%

8.3

39.7

Danimarca

68.2%

75.1%

7.0

40.6

Svezia

73.8%

73.6%

-0.2

43.7

Norvegia

66.7%

73.4%

6.7

38.0

Belgio

71.7%

73.3%

1.6

29.7

Svizzera

70.3%

73.2%

2.9

34.5

Polonia

N/A

72.4%

N/A

20.4

Austria

61.3%

71.4%

10.1

34.1

Turchia

68.0%

69.8%

1.9

73.0

Italia

67.4%

69.5%

2.1

21.4

Finlandia

63.8%

66.5%

2.7

29.8

Portogallo

60.2%

65.9%

5.7

23.9

Russia

43.1%

59.0%

15.8

33.7

Come si può agevolmente desumere dalla tabella sopra riportata, il primato resta del Regno Unito, sia per numero di utenti che per quantità di tempo passato nella ricerca per l'acquisto telematico, seguito a ruota da Francia e Germania.

In forte crescita è la Cina: nel 2010 il 23% della popolazione ha speso sul Web, valore destinato a salire entro il 2015 al 44%.

Il commercio elettronico in Italia

Da una recente indagine compiuta dalla "Casaleggio e Associati" di Milano emerge che in Italia sono circa 16.000 aziende che utilizzano il commercio elettronico e si stima che nel 2025 saranno oltre 50.000. Oltre un terzo delle aziende che fanno ecommerce sono stabilite in Lombardia seguono Lazio, Campania, Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Toscana. Gli italiani che utilizzano internet sono 28,7 milioni, circa un milione in più rispetto al 2015. Oltre 21 milioni di italiano accedono ad Internet nel giorno medio navigando mediamente 2 ore. Il 75,8% degli utenti italiani online hanno visitato almeno un sito dedicato all'ecommerce dedicandovi mediamente 1 ora e 40 minuti. Il valore del fatturato dell'ecommerce per il 2015 è stimato in circa 29 miliardi di euro. Il fatturato 2015 delle venite online è cresciuto del 19% rispetto al 2014. Questo considerevole aumento di fatturato è dovuto, per la gran parte, dei grandi player internazionali che si sono posizionati anche nei settori food e moda (nel 2015 Amazon ha lanciato il servizio "Amazon prime now" per la consegna della spesa alimentare. Negli utlimi mesi abbiamo assisitito anche a chiusure importanti come, ad esempio, Poste Shop confermando il fatto che è pressochè giunta al termine l'epoca delle sperimentazioni.

 

Da alcune delle ricerche condotte emergono alcuni degli aspetti essenziali del commercio elettronico:

  • il profilo demografico degli acquirenti è molto simile ai navigatori: sbilanciato verso i giovani e coloro con un reddito medio-alto;
  • le caratteristiche si differenziano nei singoli settori: le donne acquistano più nel turismo e nella moda, gli uomini nell'elettronica di consumo e nei giochi d'azzardo;
  • le differenze sono anche geografiche: ad esempio, gli acquirenti del sud acquistano di più l'elettronica di consumo, quelli del nord il turismo.

Spinta fondamentale allo sviluppo del commercio elettronico italiano è stato dato dall'entrata sul mercato di due grandi operatori e-commerce mondiali (Amazon e Groupon), che hanno anche intensificato e reso più "professionale" la nuova politica del business online; particolare attenzione è stata concentrata sul marketing (cosa compra e perché lo compra), aumento e soprattutto fidelizzazione dei clienti, oltre ad un importante investimento nella tecnologia (migliorare la navigazione, potenziare la ricerca, etc.).

Amazon, nato nel 1994 a Seattle, è oggi la più grande libreria online esistente; è uno dei pochi marchi riconosciuti in tutto il mondo: è il sito di commercio elettronico più visitato in America e rimane tra i primi tre in Inghilterra, Francia, Germania e Giappone. Tra i suoi punti di forza annoveriamo un prezzo concorrenziale, ma, soprattutto, gode di ottima reputazione per quanto riguarda adempimenti e spedizione.

Groupon, invece, viene lanciata nel 2008 e nasce come un servizio di acquisto collettivo che permette ai consumatori iscritti di accedere ad offerte giornaliere di buoni sconti utilizzabili presso aziende locali o nazionali.

Il Sole 24 Ore ha pubblicato i dati delle vendite online 2012 in Italia da cui si evince come, ancora, il transato su Internet sia ancora per la maggior parte relativo alle operazioni che coinvolgono i rapporti B2B (Business To Business), con il 92%, contro il 3% relativo ai rapporti B2C (Business To Consumer).

Per quanto attiene i rapporti B2C solo il 2% delle vendite avviene online, coinvolgendo circa 15.000 aziende.
I settori più attivi sono il turismo, le assicurazioni, l'elettronica e l'abbigliamento.

Vantaggi e svantaggi

Il commercio elettronico presenta dei grandi vantaggi rispetto alle tradizionali modalità d'acquisto, sia per i consumatori che per le imprese.

Per i primi, soprattutto il risparmio, la comodità di comprare da casa e di ricevere i prodotti direttamente a domicilio e la possibilità di confrontarne online le caratteristiche, maggiore scelta su un territorio globale, prodotti e servizi personalizzati. Inoltre, il negozio è accessibile a qualunque ora e da qualunque luogo, i prodotti sono visibili anche quando non sono fisicamente presenti nel negozio vivendo quindi una migliore esperienza d'acquisto.

Parallelamente, le aziende vedono, in primis, la riduzione dei propri costi di transazione. L'entrata nel mercato non richiede, infatti, grandi investimenti in infrastrutture; si verifica un abbattimento dei costi di mediazione poiché la rete fornisce un contatto diretto tra produttore e consumatore e di conseguenza si accorcia la catena di distribuzione aumentando i margini e aumentando la competitività sui prezzi; inoltre, viene assicurata una presenza globale e, quindi, maggiore visibilità, qualità del servizio, produzione di massa, ed infine una rapida risposta alle necessità dell'offerta.